Lo scambio di idee, il confronto fra pari, possono essere illuminanti. Proprio oggi ho sentito da una collega insegnante di italiano L2: l’apprendente non ci deve fiducia cieca nel corso di lingua che siamo chiamatė a tenere, ma la negoziazione è costante anche nel rapporto interno al gruppo classe. In fondo siamo identità passeggere, che possono godersi l’esperienza linguistica dell’apprendimento/insegnamento, con il grande vantaggio di essere altrė mentre parliamo una lingua diversa o parliamo con persone di lingue diverse dalla nostra.
Da un lato ci espone a fragilità, avendo meno parole per farci capire dall’altrə, tuttavia l’esperienza dell’apprendimento/insegnamento linguistico permette di ricombinare continuamente le condizioni della relazione interpersonale. La drammatizzazione, i dialoghi aperti, i giochi di ruolo e le altre attività che lasciano un certo grado di autonomia alle persone coinvolte sono tutte attività di simulazione che permettono a chiunque di inserirsi, inventando un altro sé, anche prescindendo dall’inserimento sociale più generale della singola persona fuori dall’ambiente classe.
Rappresenta un rischio, ma anche un’opportunità di essere felici. Se non altro, parlare una lingua diversa può diventare un gioco che fa entrare nella relazione degli aspetti non strettamente linguistici eppure tanto importanti: il fascino, per esempio. Non è solo la bellezza o l’eloquenza, ma qualcosa di più che si può chiamare chimica. Ne sapeva qualcosa un tale veneziano, vissuto nel Settecento, il quale padroneggiava la lingua dell’alta società internazionale – il francese – ma sapeva incantare gli uomini e specialmente le donne, che inseriva in un clima di quasi sospensione dalla realtà, in poche parole. Talvolta con l’inganno, talaltra con una dolcezza magica. La prima pillola di questo mese in Italiano Standard è dedicata a uno dei pochi personaggi della storia il cui nome proprio nei secoli si è trasformato in un nome comune, di seguito cliccabile: Casanova.
Anche la pillola della scorsa settimana è un ritorno a Venezia, almeno nelle origini della cantante che ha fatto del fascino il segreto del suo successo: Patty Pravo. La capacità di attrazione, di seduzione, che il capoluogo veneto è in grado di esercitare è grande, difficile liberarsene. Così Italiano Standard ha deciso di cedere: La lettura della prossima settimana sarà collocata in San Marco, un po’ fuori dal tempo, nello spazio sempre liquido che caratterizza Venezia: Flirt.


