È difficile sottrarsi alla suggestione dei ricordi: melodie, paesaggi, sapori, ci riportano ai luoghi che abbiamo abitato, alle persone che popola(va)no quei luoghi. La loro sede per me si trova in Sicilia. Per quanto tempo passi da quando me ne sono andato, l’isola mantiene una grande capacità di sedurmi; condiziona ancora il mio modo di intendere la realtà altrove.
Quando faccio ritorno in Sicilia, solo per brevi periodi di vacanza, ritrovo la dolcezza magica dei luoghi, in un clima di quasi sospensione dalla realtà. Dev’essere così per chiunque torni alle proprie origini, subisce questa forza seduttiva; a maggior ragione, lo è dove i legami con la famiglia di origine sono ancora forti. Così con i miei fratelli, hanno avuto una forte influenza su di me.
Senza fare paragoni fuori luogo, anche i siciliani cui voglio rendere omaggio questo mese, Leonardo Sciascia e Sergio Mattarella, devono essere stati influenzati dai rispettivi fratelli e dai loro destini. Giuseppe Sciascia si suicidò, Piersanti Mattarella fu assassinato. Non saprei dire quanto le sensibilità dello scrittore racalmutese e del politico palermitano ne siano state condizionate.

Ho scelto un estratto da Paesi etnei per “La lettura” che inaugura il 2026 in Italiano Standard perché Leonardo Sciascia veniva dalla provincia di Agrigento e si era formato a Caltanissetta prima di stabilirsi a Palermo, perciò penso che il suo sguardo sulla mia parte di Sicilia subisca meno il condizionamento di chi come me è cresciuto a Catania.
Le “Pillole di italiano” tornano la settimana prossima con l’episodio Sicilia, poi l’ultima del mese sarà Mattarella, un omaggio al primo presidente siciliano della Repubblica Italiana, tuttora in carica. Per quanto diverse le loro personalità, Sciascia e Mattarella, proprio in ragione delle loro differenze, mi sembrano rappresentare al meglio la bellezza della mia gente.
Viva la Sicilia!


