Finalmente un po’ di riposo per tuttė, piegatė dalla calura estiva, milioni di italiani e italiane si concedono una pausa di alcuni giorni fra le settimane centrali di agosto. Le città si spopolano a favore di località costiere o montane, piccoli centri che si animano di persone alla ricerca di sollievo dal caldo e dalle fatiche del vivere quotidiano. Un altro ritmo s’impone allo scorrere del tempo, scandito da occupazioni meno solite. Moltė si prendono il tempo di leggere di più, durante il viaggio se si fanno trasportare, sedutė o sdraiatė all’ombra di alberi e tende, nei lunghi pomeriggi dell’estate.
Si parla anche di loro in Esodo, l’episodio più recente in Pillole di italiano, disponibile sulle maggiori piattaforme di ascolto per podcast. Nelle prossime due settimane, La lettura di Italiano Standard torna online con altri due episodi da ascoltare per allargare l’orizzonte linguistico. Una pagina di poesia e una di prosa da due autori che appartengono a generazioni diverse della letteratura in lingua italiana: il primo è passato alla storia come Premio Nobel nel 1959, Salvatore Quasimodo; il secondo è donna, con una storia che continua oggigiorno ad approfondire l’interiorità dell’esistenza umana, Rosella Postorino.
Estratto dalla raccolta di poesie La vita non è sogno, Quasi un madrigale trasporta nell’attimo in cui l’innamorato si mette in relazione con il proprio ambiente nel suo continuo divenire. In questo attimo “la vita è senza fine” e ogni giorno appartiene all’amore finché “uno si fermerà per sempre”. Il tempo di Quasimodo è un eterno presente che disperde la realtà storica nell’aria dell’estate, mentre la prosa di Postorino rimanda alla fine di “una festa dell’infanzia” com’era proprio la sua estate. L’autrice dell’estratto da Nei nervi e nel cuore rivela il sentimento profondo e universale che discende da un legame di affetto famigliare, Bella d’estate.
Che dalla fine di questa stagione possano rinascere sentimenti più civili e umanitari, come sanno esprimerli il poeta e la scrittrice che La lettura ripropone come un invito a conoscere linguaggi diversi dell’espressione scritta in italiano standard.


